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Non si puo nondimeno considerare privo di significato il nu-
mero tanto superiore che presso il Consiglio di State per i
ricorsi delle am ministrazioni contro le Giunte raggiungono le
decisioni di accoglimento in rapporto a quelle dei rigetti; roa an-
drebbe lungi dal vero chi credesse scorgere per ci6 nolle Giunte
una tendenza sistematicamente avversa agli atti delle rappresen-
tanze locali, in quanto che i dati distinti per materie mostrano
che in massima parte le decisioni delle Giunte annullate o revo-
<;ate dalla IV Sezione sono impugnate dal Ministero del Tesoro,



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concemendo la speciale materia del rimborso delle spese per gli
inabili al lavoro.

Se infatti pel 1899 e pel 1900 6 dato sapere solo che nel- Decisioni in materii
I'uno fra i ricorsi in tale materia (senza distinzione di parti ri- di spese per inabili
correnti) furono accolti 58 ricorsi, respinti 55, e neiraltro ne fu-
rono ftccolti 42, respinti 19, riguardo al successivo triennio risulta
distintamente cbe mentre dei ricorsi proposti da istituzioni di be-
neficenza e da altri enti locali nella stessa materia contro I'Erario
dello Stato ne furono accolti 13 e respinti 39, di quelli proposti
dairSrario ne furono accolti 121 e respinti solo 11. Basterebbe
per altro esaminare come funzioni praticamente il sistema delle
norme in vigore su questo pubblico servizio per intendere come
la resistenza degl'istituti e degli enti locali alle richieste di rim-
borso da parte delle intendenze di Finanza trovi spesso nelle
Giunte provinciali un appoggio non conforme alia rigorosa le-
galitli.

Non parlo delle proteste e delle opposizioni che vengono dagli
enti chiamati spesso a rimborsaro la spesa a cose fatte, senza
che abbiano mai avuto comunicazione delle ordinanze di ricovero,
poich^, sebbene prescritto dalle norme in vigore un tale adem-
pimento, ne manca spesso il modo, non potendosi tante volte de-
terminare quali siano gli enti effettivamente obbligati, se non in
seguito a non brevi e non facili indagini in via amministrativa
e giurisdizionale circa Tacquisto del domicilio di soccorso.

Ricordo soltanto la condizione imbarazzante in cui possono
trovarsi i comuni meno floridi o addiritttira poveri, quantunque
la legge in principio dichiari d'imporre ai comuni Tonere del
mantenimenio dei mendici solo come obbligo relativo ed even-
tuale, cio^ subordinate alia loro potenzialitli finanziaria, esclusa
r obbligo di fronteggiarlo con nuovi o maggiori tributi (1).
Data infatti Timpossibilitk di compiere le iiquidazioni prima della
chiusura dei singoli esercizi, la disponibilit^ dei fondi per i co-
muni viene di fatto ad essere valutata solo in relazione ai bilanci
gik esauriti; in modo che spesso Tobbligatorietk della spesa h
retrospettivamonte determinata da fondi, che erano bensl dispo-

(1) Art 81 della legge 30 giugno 1889 sulla pubblica sicurezza.



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nibili durante Tesercizio a cui si riferisce il mantenimento dei
mendici e che avrebbero potuto essere destinati a quell'onere se
ne fosse state a tempo avvertito il comane, ma che intanto noD
esistono piu, perch^ gik erogati in altre spese di pubblica utility,
conformemente a deliberazioni e stanziamenti approvati dall'au-
torhk totoria.

A ci6 si pu6 aggiungere che in fatto le liqaidazioiii, oltre
ogni necessity, sono spesso ritardato anche di parecchi anni dal-.
Tavvenuta antecipazione della spesa. In tali condizioni q«iindi i
giudizi si risolvono neirassodare non gik che i comani abbiano
i mezzi di sostenere Tonere, ma che li avrebbero avati negli
anni decorsi, quantunque I'esercizio ultimo siasi chjuso fra le
maggiori strettezze, se non addirittura in deficit,

Dicasi lo stesso de* fondi delle opere pie destinabili a bene-
ficenza generica e degli avanii de' Ricoveri e degl'istituti simi-
lari, ^he possonp venire imputati anche quando siano gik spesi
e eonsunti (1).

Si spiega per cio, come di fronte a tali conseguenze i re-

clami degli enti chiamati a questi oneri trovino facile ascolto

' presso quegli stessi collegi, che giii in sede tutoria ebbero ad

autorizzare le spese a flni diversi dalla non prevista eventualitk

di una richiesta di ri^nborso per mantenimento di mendici.

E fuori dubbio tnttavia che le difficoltk di fatto, a cui pu6
coodurre la rigorosa applicazione delle norme in vigore, non do-
vrebbero preoccnpare i pronunciati de' giudici. Esse per6 vanno
segnalate per lo studio di congegni meno lenti e complicati e di
sis.emi pih coerenti e piii semplici.

***

SpedaliWu I pronunciati resi dalla IV Sezione sui ricorsi contro le de-

cision! delle Giunte provinciali amministrative in materia di spese
di spedalitd furono complessivameote 50 nel triennio, cio^ 26
nel 1901, 23 nel 1902, 11 nel 1903.

Occorre pero aggiungere le altre decisioni pronunciate contro
i decreti del Ministero deirinterno per simili questioni vertenti

(1) V. il decreto legislative del 19 novembre 1889.



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£ra enti di provincie diverse, non potendosi altrimenti venire al
raffronto con le cifre degli anni precedenti che sono riportate seDza
alcana distinzione fra le autoriUt contro cui erano diretti i ri-
corsi.

£ da notare per Unto che le decisioni rese dalla IV Sezione
in quesia materia raggiansero il numero di 103 nel triennio se
si computano appunto le altre 58 pronuncie (1) provocate in rap-
porto a'detti decreti ministcriali: 27 nel 1901, 13 nel 1902, 13
nel 1903.

Raggruppando quindi le due specie, si ebbero 53 decisioni
nel 1901, 36 nel 1902, 24 nel 1903, di fronte alle 57 rese nel 1899
e alle 25 rese nel 1900 (2).

Attra verso tali oscillazioni, se rispetto a questa categoria 11
contingente de' ricorsi che restano arretrati non sia state mag-
giore di quelli che annualmente restano sospesi nelle altre cate-
gorie, si pvo considerare come ben ristretto 11 numero delle ver-
tenze portate alia IV Sezione in rapporto alle procedure che in
questa materia si svolsero in prime grade presso altre autorit^.
Basterebbe airaopo rammentare le 1878 decisioni emesse nel
triennio 1901-902 903 dalle Giunte provinciali in questo tema,
fra cui 1482 di accoglimento. Ed anche nel campo analogo delle
questioni interprooinciali di spedalM, quantunque maochino di-
rette notizie delle decisioni rese annualmente dal Ministero, si
pu6 ritenere che il numero sia tutt'altro che basso, quando si
awerta che, giusta gli annuari, sulle controversie di spedalitli
per malattie eomuni la prima Sezione del Consiglio di State fix
chiamata a dar vote in 781 question! nel 1899, in 868 nel 1900,
in 841 nel 1901, in 892 nel 1902, in 1051 nel 1903.

Bnorme perci6 appare il numero complessivo delle decisioni
rese in prima istanza su queste vertenze a paragone con quelle

(1) Non BODo comprese in questo numero 7 decisioni in tema di man-
tenimento di mentecatti, 1 in tema di manteaimento di eeposti.

(2) In qaanto al merito delle decisioni si pud osservare che anche presso
la IV Sezione nel triennio 1901-902-903 prevalsero le decisioni di accogli-
mento (8) 8u quelle di rigetto (7) ne' ricorsi deUe congregazioni di carit^ ed
altre opere di beneficenza contro decisioni emesse in rapporto a' eomuni
dalle steese Giunte, che pure accolsero tali specie di ricorsi in misura molto
piti larga di quelli prodotti da eomuni contro istituzioni di beneficenza a
contro altii eomuni.



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pronuociate dalla IV Sezione, tan to piti che in tale confronto dal
numero de' pronunciati di quel collegio vanno dedotte le decisioni
per le spedalitk romane che sono portate direttamente all'esame
del collegio medesimo senza alcun previo giudizio in altra sede.
hi generale quindi 6 a ritenere che le parti rimasero soddisfatte
delle decisioni date dalle Giuote provincial! e dal Ministero nella
sfera delle rispettive coropetenze, o almeno nel massimo namero
de*casi trovarono piii conveniente di prestarvi acquiescenza.

A restringere per6 in tale materia il numero de' ricopsi por-
tati alia IV Sezione potette anche concorrere la necessitli imposta
finora di seguire in quella sede le forme del procedimento ordi-
nario, tanto piii onerose in confronto alia trattazione delle ver-
tenze negli stadi precedenti, essendone agevoie il procedimento
innanzi alle Giunte provincial! per le special! norme stabilite dal
regolamento suUe istituzion! di beneficenza (art. 125) e non es-
sendo prescritta nessuna norma di rito per la trattazione delle
question! interprovinciali innanzi al Ministero deirintemo. i fa- ,
cile intendere come finora abbia potato riuscire gravoso partico-
larmente alio amministrazioni ospedaliere V istituire tanti proce-
dimenti in via giurisdizionale innanzi al Consiglio di State pel
recupero di partite spesso esigue se guardate isolatamente in
rapporto a ciascun degente ed a ciascuna controparte, ma che
in complesso potevano raggiungere somme non disprezzabili,
mentre anche quando si tratta d! piccolo somme lo sperimento
di quelPultimo rimedio pu6 renders! utile per Tinfluenza della
decisione sulla serie ulteriore d! casi analoghi ne' giornalieri rap-
port! con i comuni e con altri enti soggetti al rimborso.

Opportunamente quindi la recente legge sugFistituti della
giustizia amministrativa ha escluso anche innanzi al Consiglio d!
State per tutte le spedalitk, come per tutte le question! d!*spese
per grinabili, il patrocinio legale e la trattazione in pubblica
udienza, imponendone Tesame in camera d! consiglio sulle sem-
plici memorie delle parti. "E sebbene non sia stata estesa altres\
la esenzione dalle tasse d! bollo appiicata dalla legge del 31 mag-
gio 1900 agli att! delle vertenze quando interessino Tistituto di
Santo Spirito e gli Spedali riuniti di Roma, si puo presumere
che anche le accennate semplificazioui di procedimento, limitando
le spese di lit! che finora potevano assorblre lo stesso ^alore



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■r^ppr



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controvepso, accresceranno per tutte le altre spedalitk i casi di
rieorso al Consiglio di Stato.

***

Come le spedalitd, anche da fonti diverse provengono al Questioni elettonOi.
Consiglio di Stato le questioni elettorali,

Furono 118 le decisioni rese complessivamente nel triennio
1901-903 in questa materia, cio6 43 nel 1901, 24 nel 1902, 51
nel 1903, di fronte alle 17 rese nel 1899, alle 63 rese nel 1900:
variazioni che in genere possono trovare qualche riscontro nel
niaggiore o minor nuroero di elezioni straordinarie avvenute in
tempo piti o mono possiroo nei comuni e nolle provincie.

I dati che si hanno pel 1899 e pel 1900 non distinguono
elezioni comunali da provinciali; ma pel triennio successive ri-
sulta che delle decisioni rese dalla IV Sezione nolle relative
controversie, alle provinciali si riferirono 38 di quelle pronun-
cie, alle comunali 80; e delle prime furono di accoglimento 14,
di rigetto 24 ; delle seconde furono di accoglimento 29, di ri-
getto 51.

Per i raffronti con lo contestazioni svoltesi presso le subor-
dinate giurisdizioni, manca ogni notizia circa il numero e il te-
nore d^' pronunciati de' consigli provinciali sui ricorsi attinenti
alle correlative elezioni. Non appare poi molto alta la cif^ delle
pronuncie della IV Sezione sulle elezioni comunali in rapporto
al vistoso numero delle 1068 decisioni rese dalle Giunte provin-
ciali sulle elezioni stesse durante il triennio, pur sottoponendo
tale quantity ad una larga tara in rapporto a quella indetermi-
nata quota di decisioni, che sarebbero s^te impugnabili solo
presso le Corti d'appello, perch6 relative a questioni non di ope-
razioni, ma di eleggibilitii. Nd appare considerevole tan to la
proporzione delle revoche pronunciate dalla IV Sezione in con-
fronto alle 656 decisioni di rigetto emesse dalle Giunte provin-
ciali, quanto quella delle reiezioni de' ricorsi contro le 412 deci-
sioni in cui quei coUegi ebbero a trovare ben fondate le conte-
stazioni.

Anche qui per6, come per le Giunte, poco significativi e
concludenti riescono i rilievi risultanti da' prospetti in quanto



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segnono sotto uq riguardo merameDte estrinseco le sorti de^ rft>
corsi, facoDdo solo sapere quanti di quelli prodotti contro le de-
cisioni delle rappresentanze elettive (di cul s'ignora il tenore)
siano stati accolti dalle Gi ante, quanie delle decision i delle GiuDte
o de' Consign provincial! siano state revocate daila IV Sesione.
Si perde di yista percib il diretto obbiettivo de' ricorsi, che pare
in questo specialissimo caropo delle contestazioni elettorali sa-
rebbe agevolmente determinabile, mentre piii interesserebbe co-
noscere qaaate elezioni gik invalidate siano riconosciate legittinie
dal Consiglio di State, quante di qaelle repatate legittime dai
corpi che gik decisero in prime o in secondo grade siano invece
annuUate col definitivo giadizio di quel collegio.

Anzi giunti qui, al termine in cui, secondo il concetto della
legge, dovrebbe appunto esaarirsi il ciclo de' giudizi suUe ope-
razioni elettorali, sempre in considerazione dello specialissimo
carattere delle relative controversie interesserebbe poter codo-
Bcere dalla statistica quanto tempo occorra in media perchd sia
detta Taltima parola su tali vertenze ed anche pid a qual moB-
simo periodo possa prolungarsi il cammino di queste procedare
segnatamente quando il sottile ingegno e 1q spirito di cMeanerie
delle persone, di cul sia contestata I'elezione, sappia ben valersi
degli espedienti dilatorii a' quali si prestano in questa materia gU
ordinamenti in vigore.

Trattasi di funzioni, la cai legittimitk in rapporto alle de-
terminate persone a cai sono affidate, dipende strettamente dalla
certezza della designazione da parte della maggioranza degli elet-
tori. Semplice e rapido per ci6 dovrebbe essere ogni giadizio di
verificazione : anzi, a rigore, non si dovrebbe ammettere inve-
stitura ed esercizio delFafficio se non fosse acceriata e messa
faori disputa la sincerity e legality della elezione, tan to piik se
si pensi alia temporaneitk delle funzioni e alia brevity delle sea-
denze.

Invece i nostri ordinamenti conservano da una parte il tra-
dizionale sistema delle verificazioni affidate agli stessi corpi elet-
tivi, applicando alle rappresentanze am minis trative on istituto
proprio delle rappresentanze politiche e senza considerare in
rapporto a' consigU comunali che, date il siatema di formazione
dipendente per ciascuno di essi da an proprio e distinto corpo



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elettorale, ove sia con estata ana elezione generale ^ messa in
forse la legittimitk de' titoli not^ de' singoli consigUeri, zna di
tutto un eonsiglio, costitnito quindi, per sd stesso e indivisibilr
mente, come giudice e parte.

Introdotte le nuove forme di ordini giurisdizionali nella pubblica
amministrazione, a' veccbi riroedi amministrativi vennero a so-
vrapporsi naove facolUt di altre vie di reclami: anzi la stessa
verificazione de' poteri attribnita a' corpi elettivi piCi propria*-
mente venrie ad assnmere la figura di una cognizione di prima
istanza eccitabile da* ricorsi degrinteressati, amalgamandosi in
certo modo col sistema degli uUeriori ricorsi di schietto carattere
ginrisdizionale.

Non mi fermo a notare, fra i tanti possibili rilievi, la con-
trariety del criteri e dei risultati pratici a cui con tale sistema
si pu6 giungere nei singoli casi in rapporto ad an medesimo
complesso di operazioni elettorali (1). Mi limito invece a rilevare
che par essendosi la legge preoccupata in qaalche modo del bi-
sogno di accelerare il corso di qaeste vertenze quando assegod
a consigU comanali e a' provinciali an massimo termine di dae
mesi per pronunciarsi sui ricorsi e ne dispose allrimenti Tavo-
cazione alle Giante provinciali (2), ai&tto inadegaata alio scope,
si mostra ana tale prescrizione se nessan termine ^ imposto alle
procedure innanzi alle Giunte e specialmente airesecuzione di
eventual! inchieste o se la plurality delle istanze attra verso cui
possono passare questi giudizi e le forme in cui si svolgono con-
corrono ad alien tanarne la definizione. Senza dire altro su questo
ponto, giova considerare che giunta finalmente la causa airadienza
del Consiglio di State, quando i motivi del ricorso non possono
essere vagliati indipendentemente da' verbali delle operazioni,
dalle liste e da altri document! relativi alle contestazioni, s'lmpone
ancora un'altra 80sta,tion potendosi ottenere dagli uffici delle Giante



(Ij Si pa6 citarc ad esempio la decisione del 18 dicembre 1903 (n. 568),
con cui il Consiglio di Stato giudic6 illegittime le operaziom per la elezione
di rni consigliere provinciale, pur rilerando che la Giunta provinciale am-
ministrativa (con decisione che non risultava impugnata) aveva ritenuto la
legittimitd. delle stesae operazioQi occorae per le elezioni comanali.

(2) Art. 260 della legge comunale e provinciale.



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o de* coDsigli provincial! la trasroessione di questi elemenii ne-
cessari al giudizio se non dietro formale interlocutoria di qvella
Magistratura, se pure altri indugi non siano deterininati da ec-
cezioni ed altre schermaglie delle part resistenti.

Interessanti particolaritii potrebbero a questo rigoardo enun*
ciare parecchie delle 118 decision! elettorali rese dalla IV Se-
zione durante il triennio 1901-02-03 se fosse qui consentito illu-
strare e avvivare le cifre con an accenno alle vicende e alle
fasi della procednra a cui si riferiscono. Basti tuttavia qualche
saggio.

Una delle gik enumerate pronuncie della IV Sezione, pub*
blicata nel 25 gennaio 1902 (1), annulld una elozione provinciale
avvenuta fin dal 16 luglio 1899. Ma per giungere a tale punto
la causa dovette venire tre volte aH'udienza del Consiglio di
State. La prima volta il fascicolo si present6 nudo de' verbali e
degli altri necessari docunoenti e con interlocutoria pubblicata
nel 3 novembre 1900, occorse richiamarli. Ma depositati quegli
atti, il resistente, la cui elezione era stata convalidata dal Con-
siglio provinciale, eccep\ Tincompetenza della IV Sezione e questa
dovette con altra decisione del 29 marzo 1901, rinviare la causa
alia Corte di cassazione. La Corte ritenne che Teccezione avesse
roero carattere dilatorio e dichiar6 Tincompetenza deirautoritli
giudiziaria. Riassunta la causa presso il Consiglio di State, non
mancarono novelle eccezioni, cbe sarebbero state proponibili in
linuAe litis ; e fu solo allora che quel magistrate potette ricono-
scere Pillegittimitk della elezione e pronunciarne I'annullamento,
dope oltre due anni e mezzo da che il resistente era rimasto
neiresercizio di un ufBcio die non gli spettava.

Per le norme d'imminente attuazione non si potrli piti ricor-
rere, come semplice espediente dilatorio, a temeririe eccezioni
d'incompetenza in questioni di operazioni elettorali ; ma, oltre
alle ordinarie ed immanenti cause di lentezza del contCDzioso
circa tali vertenze, non mancheranno forse altre singolari risorse*
quando si peiisi che nel periodo esaminato da questa relazione
vennero escogitati anche postumi rimedi per conservare Teser-

(1) Y. nel periodico La Giuttizia amminietrativa, dec. n. 27, a. 1902.



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cizio di uffioi elettivi dopo la pronuncia che aveva definitivamente
jinnullato le elezioni (1).

Ma a parte queste singolarit^, soprattutto meritevoli di con*
siderazione appariscono i casi non infreqaenti di contestazioni
circa elezioni generali di consigU comunali decise dopo due o
ire anni dalle elezioni \%) o tenute ancora vtve dopochd ^ esau-
rito di fatto ii primo turno di funzionamento e in seguito al
sorteggio soao avvenute le altre elezioni pel parziale rinnova-
mento. N^ occovre insisiere su questo punto per vedere a qaali
anormali situazioni possa condurre Tattuale ordinamento del con-
tenzioso elettorale, specialmente dopo il uuovo sistema di rin-
novazione parziale dei consigli, che ha accorciato i tumi di fan-
zionamento da an triennio a un biennio (3) con la consegaenza
xhe mentre una parte degli e|etti patrk durare minor tempo in
carica, le elezioni ripetute a minore intervallo potranno dar mo-
tivo a un numero maggiore di contestazioni.

Pare percid che anche le norme speciali che governano un or-
dine tanto importante di contestazioni meritino di essere sottoposte
a nuovo esame per quelle correzioni e riforme che possono met-
terle in grado di servire efifettivamente ed efficacemente a' loro fini.

***

Riguardo SLgVinteressi eeonomiei e finanaiari dei comuni e Svariate specie di ver-
delle provincie, durante il triennio 1901-902-903 la IV Sezione ^^^'

(1) II Gonsiglio di Stato con decisione dei 20 febbraio 1903 ritenne ille-
gittime due elezioni gi^ convalidate da un Gonsiglio provinciale e annuUandoie
proclamd eletti altri candidati. Ogni questione quindi era chiusa col giudi-
cato ; ma alcuni elettori credettero di poier provocare un^altra decisione del
Gonsiglio provinciale, oppugnando innanzi ad esso la proclamazione gid. fatta
giudizialmente dal Gonsiglio di Stato. II Gonsiglio proTindal^ a saa volta
ritenne ammessibile questa singolare forma di reclamo e dispose alcuni mezzi
istnittorii. Occorse quindi, su ricorso degli - interesaati, un nuovo intervento
del Gonsiglio di Stato, che dopo circa un anno e mezzo dalle avvenute ele-
zioni, con altra pronuncia pubblicata nel 7 novembre 1903, per mantenere
efficada alia precedente sua decisione, dovette annullare la deliberazione del
Gonsiglio provinciale, condarnxgndo lo stesso Gonsiglio alle spese del giu-
dizio. (V. Giitstizia ammini$irativa, a. 1903, p. 451).

(2) Fra tante, si pu6 notare la decisione del 28 maggio 1902, che ri-
gaard6 elezioni avvenute nel 1899, (ric. per le elezioni di Mirabello. Y. Giu-
atizia amministrativa^ a. 1902).

(3) Legge 11 febbraio 1904, n.35.



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ebbe a giiidicare sopra 16 ricorsi cootro decision i delle Giunto
provinciali amministrative, cio^ sopra 6 ricorsi ia materia di
tribuii loeali e sopra 10 nella speciale materia delle so^rimposte^
rigettaDdoli tutti (1), non che sopra 16 ricorsi riguardanti altre
svariate qnestioni, accogliendone 4 e respingendone 12. Su q«e-
stibni varie concernenti le i$tituzioni di beneficensa, seropre in
seguito a ricorsi oontro le decisioni delle Giante provinciali, fa-
rono rese nel triennio 10 pronuncie (1 di accoglimento, 9 di ri-
getto). Su question! riguardanti fiere e mereati 2 sole (1 di ac-
coglimcnto, 1 di rigetto). Su question! di laeori pubbliei forono
esaminati 19 ricorsi centre decisioni delle Giante (5 accolti,
14 respioti). Su question! d'igiene e di pubblica sicureiMa ne fa
trattato un solo (igiene deirabitato) e fu respinto. Nesnon ri-
corso fu trattato centre defbisioni su provvedimenti eontingibili
e urgenii emessi dai sindaci. Su altre non classificate questiooi
vennero esaminati 12 ricorsi (S accolti, 9 respinti).

Sarebbero con questa breve rassegna esauriti gli argomenti
di ricorsi contro le decisioni deHe Giunte provinciali ammini*
strati ve, se non rimanesse la categoria pid copiosa: quella dei
ricorsi d*impiegati delle amministrazioni loeali.

Ne) triennio vennero esaminati 126 di questi ricorsi: 37 ne
furono accolti, 89 respinti (nel 1901 accolti 11, respinti 31; nel
1902, accolti 15, respinti 40; nel 1903, accolti 11, respinti 18).
A questi dati si possono avvicinare le cifre de' giadizi che ri-
sultarono resi nei due anni^precedenti anche sulla specificata
categoria di ricorsi degrimpiegati dei comuni, delle provincie e
delle opere pie e che presumibilmente investivano tutti deci-
sioni di Giunte provinciali: 58 nel 1899 (21 decisioni di acco-
glimenio, 37 di rigetto), 47 nel 1900 (14 di accoglimento, 23
di rigetto). Non sembra quindi che tenda notevolmente a spo-

(1) II prospetto del t899 porta 7 decisioni in materia di sovrimposte e
tributi loeali (4 di accoglimento, 3 di rigetto) e Tannoario del 1901 ne segna
pel 1900 2 (rigetto) in tema d'impoete dirette e di sovrimpoate e 4 in tema
di tasse e diritti loeali (regolamenti e tariffe), cio^ 2 di accoglimento, 1 di
rigetto, 1 di rinvio alia Gaasaziona, senza per6 dietinguere so le decisioni
della lY Sezione in questa materia siano state rose tutte su ricorsi contro
decisioni delle Giunte o anche, come si pud supporre per una parte, so ri-
corsi contro provvedimenti di altre autoritlL Per lo stes$o motivo non si pos-
sono fare raffronti per altre materie.



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starsi la media delle decision! favorevoH di fronte a quelle di
rigetto.

Qaesti dati per6 non si prestano ad apprezzamenti sul me-
rito de* giodizi in relazione airobhietto, non risultando quant|



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